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Avvocato penalista – sequestro di persona

Avvocato penalista – sequestro di persona

Bergamo, 29 ottobre 2019

Avvocato penalista – SEQUESTRO DI PERSONA 

L’Avvocato penalista Boccia, assistito dai suoi qualificati collaboratori e grazie all’esperienza maturata negli anni di attività forense ed al constante aggiornamento professionale, offre ai propri assistiti  coinvolti in un procedimento penale per reati di sequestro di persona il supporto necessario e un’assistenza puntuale; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

L’art. 605 c.p. punisce “chiunque priva taluno della libertà personale”. Il bene giuridico tutelato dalla norma in esame, infatti,  è rappresentato dalla libertà personale, ed in particolare la libertà di agire, che viene compromessa tutte le volte in cui viene limitata la libertà fisica, intesa come possibilità di movimento nello spazio.

Per la sussistenza dell’elemento oggettivo del delitto di sequestro di persona è sufficiente che vi sia stata in concreto una limitazione della libertà fisica della persona, tale da privare il soggetto della facoltà di spostarsi da un luogo ad un altro, a nulla rilevando la durata dello stato di privazione della libertà di movimento. Il reato di sequestro di persona, infatti, si realizza con la privazione della libertà personale della vittima, essendo irrilevanti il grado di privazione, la durata della stessa ed i mezzi usati per imporla, per cui è sufficiente una privazione di essa protrattasi anche per soli quindici minuti.

Non è richiesta,infatti, ai fini della configurazione del reato, una durata minima della privazione della libertà, rilevando anche un impedimento protrattosi per un periodo breve, come la Suprema Corte ribadisce: “La configurabilità del delitto di sequestro di persona prescinde dalla durata dello stato di privazione della libertà, che può essere limitato anche ad un tempo breve. (Nella specie, la vittima, dopo essere stata colpita con calci e pugni, era stata legata ad un letto con una catena, assicurata, da un lato, con un lucchetto e, dall’altro lato, con una fascetta di plastica bianca. Solo dopo mezz’ora la donna, approfittando del fatto che l’aggressore aveva fissato la fascetta al contrario, era riuscita a liberarsi) (Cassazione, Sent. n. 21314, Sez. VI, del 26-5-2014)”.

La norma non richiede che il soggetto passivo sia stato posto nell’impossibilità assoluta di recuperare la libertà di movimento, essendo sufficiente che tale possibilità sia anche soltanto relativa. Inoltre a nulla rileva che il soggetto passivo conservi la possibilità di richiedere aiuto ai terzi o che vi sia la concreta possibilità di fuga.

La privazione dello stato di libertà del soggetto passivo, può estrinsecarsi secondo diverse modalità attraverso l’uso di violenza, minaccia o inganno. Inoltre la costrizione non deve necessariamente realizzarsi attraverso mezzi fisici contro la volontà della vittima, ben potendo manifestarsi nella forma della violenza morale che ricorre in qualsiasi atteggiamento che in relazione alle particolari circostanze sia suscettibile di togliere alla persona offesa la capacità di determinarsi e di agire secondo la propria volontà.
La condotta può consistere sia in un’azione piuttosto che in un’omissione (es: non permettere che una persona esca da un luogo). Pertanto commette il delitto di sequestro di persona, per esempio, chi facendo uso di un certificato medico falso, ottenga il ricovero in ospedale psichiatrico della vittima; ancora il privato che, dopo aver legittimamente compiuto un arresto in flagranza, abbia consapevolmente omesso di consegnare nel più breve tempo possibile l’interessato all’autorità giudiziaria competente; chi trattiene a bordo di un veicolo una persona che manifesta la volontà di scendere, proseguendo la corsa in modo che essa non possa abbandonare il veicolo senza rischiare una lesione della propria integrità fisica.

Ai fini della configurabilità del reato di sequestro di persona, la norma richiede, quale elemento soggettivo, la consapevolezza del soggetto agente di infliggere alla vittima una illegittima privazione della libertà personale. Pertanto è sufficiente il dolo generico.
Al comma 2 dell’art. 605 c.p. sono previste le seguenti ipotesi aggravate nell’ipotesi in cui il reato sia stato commesso:
1) in danno di un ascendente, di un discendente o del coniuge;
2) da un pubblico ufficiale, con abuso dei poteri inerenti alle sue funzioni.
Un’altra ipotesi aggravata è prevista se il fatto è commesso in danno di un minore o in presenza di taluna delle circostanze anzidette (circostanza che richiede un ulteriore aggravamento di pena), in danno di minore di anni quattordici oppure se il minore sequestrato è condotto o trattenuto all’estero.
Nell’ipotesi in cui al sequestro seguisse anche la morte del minore, sarebbe applicabile la pena dell’ergastolo.
Vi sono ipotesi in cui la pena è diminuita, ovvero nei casi in cui l’imputato si adoperi:
1) affinché il minore riacquisti la propria libertà
2) per evitare ulteriori conseguenze negative del reato, collaborando con la polizia o l’autorità giudiziaria per una migliore ricostruzione dei fatti o l’individuazione/arresto dell’autore o di altri autori del reato medesimo.
3) per evitare la commissione, in futuro, di ulteriori sequestri ai danni di minori.

Avvocato penalista - sequestro di persona
Avvocato penalista – sequestro di persona
Studio Legale Boccia

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