';

Avvocato penalista – Rapina

Avvocato penalista – Rapina

Bergamo, 28 maggio 2021

Avvocato penalista – RAPINA

L’Avvocato penalista Boccia, assistito dai suoi qualificati collaboratori e grazie all’esperienza maturata negli anni di attività forense ed al continuo aggiornamento professionale, offre ai propri assistiti coinvolti in un procedimento penale per reati di rapina il supporto necessario ed un’assistenza puntuale; siano loro imputati o persone offese che intendono costituirsi parte civile.

La rapina è un delitto contro il patrimonio realizzato con violenza o minaccia.

Ai sensi dell’art. 628 c.p. si configura il reato di rapina quando “chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, mediante violenza alla persona o minaccia, s’impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene”. La pena prevista  è la reclusione da cinque a dieci anni e la multa da 927 a 2.500 euro; soggiace alla stessa pena chi “adopera violenza o minaccia immediatamente dopo la sottrazione, per assicurare a sé o ad altri il possesso della cosa sottratta, o per procurare a sé o ad altri l’impunità”.

La giurisprudenza lo ha inquadrato tra i reati plurioffensivi. La condotta di reato infatti lede non solo il patrimonio della vittima ma anche la sua libertà fisica e morale.

L’art. 628 c.p. prevede sotto il generico titolo di rapina, due diverse ipotesi criminose comunemente indicate come rapina propria e rapina impropria.

La rapina propria, disciplinata dal primo comma, si verifica quando la sottrazione della cosa mobile altrui, si realizza con violenza o minaccia esercitate nei confronti della vittima.

La violenza e la minaccia devono essere dirette contro una persona; ogniqualvolta, quindi, la violenza venga usata contro una cosa ricorrerà il reato di furto con strappo (art. 624 bis c.p.) e non di rapina.

Per minaccia si intende qualsiasi atteggiamento o comportamento verso il soggetto passivo idoneo a incutere timore e a suscitare la preoccupazione di un danno ingiusto. La violenza e la minaccia devono compromettere in maniera notevole la volontà della vittima.

Il momento di consumazione del reato si verifica quando la cosa mobile altrui entra nella disponibilità dell’agente dopo la sottrazione violenta o con minaccia alla vittima.

La rapina propria richiede il dolo specifico, cioè la coscienza e la volontà di arrecare a sé o ad altri un ingiusto profitto. Il dolo generico che accompagna quello specifico invece è la coscienza e volontà di usare la violenza o la minaccia per sottrarre la cosa mobile altrui.

Per profitto si intende un vantaggio di natura patrimoniale, intellettuale o morale, che porti un’utilità all’agente.

La rapina impropria, invece, disciplinata dal secondo comma,  consiste nel sottrarre un bene altrui facendo seguire a tale azione un comportamento minaccioso o violento con cui l’agente si assicura l’impunità o il possesso della cosa sottratta. A differenza della rapina propria dunque si sposta il momento in cui avviene la condotta minacciosa o violenta ad un momento successivo alla sottrazione della cosa.

La rapina impropria è consumata quando l’avente diritto ha perduto il proprio controllo sulla cosa, e non è più in grado di recuperare la stessa autonomamente e l’agente, immediatamente dopo la sottrazione, adopera la violenza o la minaccia per assicurare a sé o ad altri il possesso del bene sottratto o per procurare, a sé o ad altri l’impunità.

 

Avvocato penalista – RAPINA CIRCOSTANZE AGGRAVANTI

L’art. 628 c.p. al terzo comma prevede una serie di circostanze aggravanti:

– se la violenza o la minaccia è commessa con armi, ovvero da persona travisata, o da più persone riunite;

– se la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire (ad esempio, mediante somministrazione di droghe o di altre sostanze, oppure inibendo la libertà di agire della vittima per mezzo di immobilizzazione fisica);

– se la violenza o la minaccia proviene da persona che fa parte di un’associazione per delinquere di stampo mafioso (in questo caso, la maggiore pericolosità è insita nel fatto stesso di appartenere ad un gruppo di criminalità organizzata);

– se il delitto è commesso in casa, in ufficio o in altro luogo di privata dimora, ovvero in luoghi tali da ostacolare la difesa;

– se il fatto è commesso all’interno di mezzi di trasporto pubblico;

– se il crimine è realizzato all’uscita degli istituti di credito, uffici postali o sportelli automatici adibiti al prelievo di denaro;

– se il delitto è commesso nei confronti di persona che abbia oltre sessantacinque anni.

In presenza di tali circostanze la pena è della reclusione dai sei ai vent’anni e della multa dai 2000 ai 4000 euro. Si parla in questo caso di rapina aggravata. Se tuttavia concorrono due o più circostanze aggravanti (rapina pluriaggravata) la pena della reclusione parte da un minimo di sette anni e da una multa di 2500 euro. I valori delle pene sono stati inaspriti di recente con la riforma operata dalla legge n. 36/2019.

Il reato di rapina è procedibile d’ufficio mediante denuncia di qualsiasi soggetto che venga a conoscenza del fatto. Comporta l’arresto in flagranza obbligatorio come previsto dall’articolo 380, comma 2, lettera f), del codice di procedura penale.

In caso di arresto in flagranza di reato, l’arrestato o anche un suo prossimo congiunto (genitori, fratelli e sorelle, moglie e marito, compagna e compagno), hanno la possibilità di nominare un Avvocato penalista di fiducia. L’esigenza di nominare un Avvocato penalista di fiducia, in caso di arresto in flagranza, è dettata dalla necessità di individuare e valutare tutti gli strumenti di diritto utili ad ottenere il miglior risultato già nel processo per direttissima.

Avvocato penalista - rapina
Avvocato penalista – rapina
Studio Legale Boccia

CHIAMA ORA